Cardià – Integratore per il Benessere Cardiovascolare
Cardià è un integratore alimentare studiato per sostenere la salute cardiovascolare grazie alla sinergia di estratti vegetali e nutrienti antiossidanti. Gli estratti di Coleus, Biancospino e Olivo favoriscono la funzionalità cardiovascolare e la normale circolazione sanguigna, mentre il Tè verde e la Spirulina apportano benefici antiossidanti e di supporto generale. Arricchito con Cromo per il mantenimento di livelli normali di glucosio nel sangue e Niacina per la salute metabolica, Cardià è ideale per chi desidera un supporto completo e naturale.
Benefici Principali
- Sostegno Cardiovascolare: Coleus, Biancospino e Olivo promuovono la salute cardiovascolare, contribuendo al normale flusso sanguigno e alla funzione del cuore.
- Azione Antiossidante: Tè verde, Coenzima Q10 e Astaxantina proteggono le cellule dai danni ossidativi, contrastando i radicali liberi e promuovendo il benessere generale.
- Supporto ai Livelli di Glucosio: Il Cromo aiuta a mantenere i livelli normali di glucosio nel sangue, supportando la salute metabolica.
- Supporto Generale: Altri ingredienti come la Spirulina e la Rosa Canina contribuiscono al benessere generale, con azioni antiossidanti e di sostegno.
Ingredienti Principali e Proprietà
- Tè Verde (300 mg): Ricco di polifenoli, inclusi EGCG, per un potente effetto antiossidante.
- Coleus (300 mg): Contiene forskolina, che favorisce la funzionalità cardiovascolare.
- Quercetina e Astaxantina: Potenti antiossidanti che supportano la salute delle cellule cardiovascolari.
- Olivo e Biancospino: Favoriscono la circolazione e supportano la salute del cuore.
- Alga Spirulina: Sostiene l’energia e il benessere generale.
- Cromo (100 mcg): Supporta la regolazione del glucosio.
- Niacina e Rosa Canina: Contribuiscono al benessere metabolico e alla protezione antiossidante.
Posologia Consigliata
Assumere 4 capsule al giorno, preferibilmente 2 capsule al mattino e 2 al pomeriggio, durante o subito dopo i pasti. Evitare l’assunzione serale (presenza di tè verde, foskolina e niacina).
Avvertenze
Destinato solo agli adulti. Non utilizzare in gravidanza o durante l’allattamento. Consultare un medico prima dell’uso se si è in trattamento con farmaci.
FOCUS OLIVO:
L’olivo è un potente archetipo di pace, saggezza, vittoria, rinascita e abbondanza, radicandosi profondamente in riti magico religiosi (protezione dal malocchio), sacramenti (unzione), e come simbolo di rigenerazione (Noè), con usi che spaziano dalla cucina alla farmacopea popolare e religioni mediterranee. Il ramoscello d’ulivo è un segno universale di pace, legato alla vittoria di Atena nella contesa per Atene, dove il suo dono fu ritenuto più utile di quello di Poseidone (un cavallo). E’ anche Archetipo di Saggezza (in quanto associato ad Atena/Minerva, simbolo di saggezza, protezione e intelligenza) e di Rinascita e di Salvezza (la colomba di Noè con il ramo d’ulivo annuncia la fine del Diluvio e il ritorno alla vita). Funge anche da simbolo di prosperità e sostentamento (Archetipo di Abbondanza e Vita in quanto fonte di olio, cibo, unguenti, e combustibile).
Nella religione Cristiana lo troviamo nella Domenica delle Palme (riconciliazione e sacrificio di Cristo) e nell’olio santo per i sacramenti (Battesimo, Cresima, Estrema Unzione). Nella religione Islamica è invece considerato un albero benedetto, “né orientale né occidentale”, fonte di luce divina, centrale nella Sura della Luce. I simbolismi sono vari, come l’Archetipo del Re Sacerdote (unisce il divino e il terreno, portatore di saggezza e rigenerazione), quello della Connessione Cosmica (unisce l’uomo alla terra e al cielo, capace di portare nuova vita e quello della Forza Vitale (come simbolo di resilienza, longevità e capacità di rinnovamento, anche dopo eventi traumatici come il Diluvio). Sono tante le leggende e i miti antichi in cui l’albero di ulivo compare come protagonista e da cui si può comprendere il motivo per cui esso sia, per eccellenza, il simbolo di pace, rinascita, gloria e prestigio. Una delle più famose e conosciute è la leggenda Greca sulla nascita dell’ulivo, anche conosciuta come “la leggenda della contesa tra Atena e Poseidone”, in cui si narra che è stata una delle due divinità a portare il maestoso albero di ulivo sulla Terra. O ancora, pare che, secondo una leggenda Romana, l’ulivo sia stato l’albero sotto il quale siano nati due fratelli che rappresentano un fondamentale pilastro della storia di Roma. L’olivo offre numerose proprietà benefiche, soprattutto attraverso le sue foglie, ricche di polifenoli, come l’oleuropeina, che agiscono come antiossidanti, proteggono la circolazione e aiutano a regolare la pressione arteriosa (ipotensivo), la glicemia (ipoglicemizzante) e il colesterolo (ipocolesterolemizzante). Le sue proprietà sono anche antinfiammatorie, diuretiche, astringenti e possono supportare il sistema immunitario, rendendo l’olivo utile per disturbi cardiaci, diabete lieve e stanchezza. L’oleuropeina è un composto fenolico di tipo secoiridoide ed è costituita da tre subunità strutturali: idrossitirosolo, acido elenolico e una molecola di glucosio. È inoltre considerata un marcatore chemiotassonomico dell’olivo. È stato riportato che l’oleuropeina possiede numerose attività biologiche, tra cui azioni antidislipidemiche, antiobesità, antidiabetiche, antiossidanti, antiaterogene, antipertensive, antinfiammatorie ed epatoprotettive. Numerosi studi dimostrano che l’oleuropeina, un composto fenolico dell’olio d’oliva contribuisce a modulare l’infiammazione tissutale e lo stress ossidativo. La molecola, normalmente contenuta in olive, olio extravergine e foglie d’olivo, evita gli sbalzi glicemici, riduce significativamente i livelli di glucosio nel sangue (a digiuno), migliora la tolleranza al glucosio e abbassa l’indice di insulino-resistenza. Le evidenze scientifiche supportano inoltre il ruolo dell’oleuropeina come potenziale agente contro la sindrome metabolica, diabete compreso. La letteratura scientifica disponibile evidenzia il potenziale farmacologico dell’oleuropeina contro diverse patologie, tra cui obesità, diabete, complicanze cardiovascolari, malattie neurodegenerative, cancro, infiammazione, infezioni microbiche e stress ossidativo. Inoltre, l’oleuropeina è in grado di attenuare le complicanze diabetiche, comprese la nefropatia diabetica, le complicanze cardiovascolari, la retinopatia diabetica, il ritardo nella guarigione delle ferite, la neuropatia diabetica e la disfunzione testicolare diabetica. Nel trattamento delle complicanze del diabete, l’oleuropeina riduce l’apoptosi cellulare, favorisce la rigenerazione tissutale, ripristina l’organizzazione istologica e riduce lo stress ossidativo. In uno studio del 2018, è stato confermato che e l’oleuropeina migliora il profilo glicemico postprandiale ostacolando lo stress ossidativo derivato da Nox2, riducendo il glucosio e aumentando l’attività dell’insulina e della dipeptidil- peptidasi-4 nei soggetti sani. In un altro studio, condotto dal Dipartimento di Medicina Interna e Specialità Mediche dell’Università La Sapienza di Roma, su un gruppo di volontari sani, si dimostra come siano sufficienti 20 milligrammi di polifenolo, assunto durante il pasto (menù bilanciato secondo i principi della dieta mediterranea), per ottenere effetti significativi nella riduzione della glicemia. Gli studi scientifici hanno messo in luce in che modo questa molecola interviene nella regolazione del metabolismo del glucosio:
– promuove la traslocazione del trasportatore del glucosio GLUT-4 (trasportatore del glucosio-4) alla membrana cellulare;
– diminuisce l’attività del trasportatore GLUT-2 (trasportatore del glucosio-2 ad alta capacità e bassa affinità);
– regola l’assorbimento intestinale del glucosio;
– promuove l’attivazione della segnalazione dell’AMP-activated protein kinase (AMPK) epatica;
– facilita la secrezione di insulina stimolata dal glucosio da parte delle cellule β pancreatiche con ripristino della loro morfologia.
Inoltre, l’effetto ipoglicemizzante dell’Oleuropeina può portare benefici anche nel diabete gestazionale, ovvero una particolare forma di diabete che può presentarsi nelle donne per via della gravidanza. Per quanto riguarda il suo effetto ipocolesterolemico, vari esperimenti mostrano che l’oleuropeina o gli estratti di foglie di olivo (OLE), che contengono oleuropeina, possono abbassare i livelli di colesterolo LDL, colesterolo totale e trigliceridi nei soggetti con diete ricche di grassi o colesterolo con conseguente ridotta steatosi epatica e indice aterogeno. I risultati dimostrano l’evidenza di un’associazione positiva tra la somministrazione di oleuropeina ed estratto di foglie di ulivo e il miglioramento degli esiti nell’ipertensione, nello scompenso cardiaco, nell’infarto del miocardio, nell’ipertensione renale e nel diabete, nonché nelle aritmie, grazie al suo effetto cardioprotettivo. In un altro studio su animali con obesità indotta da una dieta ricca di colesterolo (HCD) ha mostrato che l’oleuropeina somministrata per via orale (50 mg/kg) tramite sondino gastrico per 8 settimane ha ridotto il peso corporeo, la massa del tessuto adiposo e i trigliceridi e attenuato la steatosi epatica. Inoltre, è stato valutato l’effetto dell’oleuropeina sull’adiponectina , un importante ormone con proprietà di ossidazione degli acidi grassi, e i nostri dati hanno dimostrato che l‘integrazione di oleuropeina ha aumentato la concentrazione sierica di adiponectina. Sono stati anche studiati gli effetti dell’oleuropeina sull’espressione proteica correlata ai geni lipogenici e i risultati hanno mostrato che la sua somministrazione ha inibito significativamente il recettore γ attivato dal proliferatore del perossisoma (PPARγ), la proteina legante l’elemento regolatore dello sterolo-1c (SREBP-1c) e la sintasi degli acidi grassi (FAS). Inoltre, l’oleuropeina ha stimolato l’inibizione indotta da HCD della proteina chinasi attivata da AMP (AMPK) nei tessuti adiposi dell’epididimo. Questi risultati suggeriscono che l’oleuropeina esercita effetti anti-obesità HCD attivando l’AMPK e sopprimendo l’espressione di PPARγ (recettore γ attivato dal proliferatore del perossisoma) nei tessuti adiposi, con implicazioni nella prevenzione dell’obesità. In un successivo studio su animali con obesità indotta sono stati altresì esaminati i livelli sierici di lipidi, il livello di sostanze reattive all’acido tiobarbiturico (TBARS), come indicatore di perossidazione lipidica, e le attività degli enzimi antiossidanti epatici (superossido dismutasi (SOD) e catalasi (CAT)), che hanno determinato un aumento del colesterolo totale (TC), dei trigliceridi (TG) e del colesterolo legato alle lipoproteine a bassa densità (LDL-C). La somministrazione di estratti di foglie di olivo ricchi di polifenoli ha ridotto significativamente i livelli sierici di colesterolo totale (TC), trigliceridi (TG) e colesterolo LDL (LDL-C) e aumentato i livelli sierici di colesterolo legato alle lipoproteine ad alta densità (HDL-C). Inoltre, il contenuto di TBARS in fegato, cuore, reni e aorta è diminuito significativamente dopo la somministrazione orale di estratti di foglie di olivo ricchi di polifenoli rispetto a quello di animali alimentati con una dieta ricca di colesterolo. Inoltre, questi estratti hanno aumentato il potenziale antiossidante sierico e le attività epatiche di CAT e SOD. Sono stati eseguiti ulteriori trial sull’uomo, che hanno portato i medesimi risultati degli studi precedentemente citati, oltre a confermare l’effetto sulla pressione sanguigna. Le analisi complessive hanno mostrato che l’integrazione di OLE ha ridotto significativamente i livelli di trigliceridi (TG) (WMD = − 9,51 mg/dl, 95% CI − 17,83, − 1,18; P = 0,025; I² = 68,7%; P -eterogeneità = 0,004) e la pressione sanguigna sistolica (SBP) (WMD = − 3,86 mmHg, 95% CI − 6,44, − 1,28 mmHg; P = 0,003; I² = 19,9%; P -eterogeneità = 0,28). Le analisi dei sottogruppi hanno inoltre rivelato un miglioramento significativo della pressione arteriosa sistolica (− 4,81 mmHg) e della pressione arteriosa diastolica (− 2,45 mmHg), dei trigliceridi (− 14,42 mg/dl), del colesterolo totale (TC) (− 9,14 mg/dl) e delle misurazioni delle lipoproteine a bassa densità-C (LDL-C) (− 4,6 mg/dl) nei pazienti con ipertensione. Sono state osservate riduzioni significative anche del TC (− 6,69 mg/dl), dei trigliceridi (− 9,21 mg/dl) e della pressione arteriosa sistolica (− 7,05 mmHg) nei soggetti normopeso. Infine, un ampio trial clinico multicentrico su oltre 600 pazienti ipertesi, ha mostrato che l’uso di estratto di foglie di olivo (OLE) titolato in oleuropeina riduce significativamente la pressione arteriosa sistolica nelle 24 ore rispetto al placebo dopo 12 settimane di trattamento. In questo studio, oltre alla pressione arteriosa, sono migliorati anche il profilo lipidico, l’infiammazione sistemica e il peso corporeo nei soggetti trattati con OLE.
Ps: per ulteriori informazioni e approfondimenti:
- Pubmed:Oleuropein: A natural antioxidant molecule in the treatment of metabolic syndrome. Javed Ahamad, Ibrahim Toufeeq, Mohammad Ahmed Khan, Muath Sh Mohammed Ameen, Esra T Anwer, Subha Uthirapathy, Showkat R Mir, Javed Ahmad. 2019 Dec; doi: 10.1002/ptr.6511. PMID: 31746508
- Pubmed:Oleuropein: Chemistry, extraction techniques and nutraceutical perspectives-An update. Anees Ahmed Khalil, Md Mominur Rahman, Abdur Rauf, Md Rezaul Islam, Sultana Juhara Manna, Ammar Ahmed Khan, Samee Ullah, Muhammad Nadeem Akhtar, Abdullah Aljohani, Waleed Al Abdulmonem, Jesus Simal-Gandara Affiliations Expand. 2024; doi: 10.1080/10408398.2023.2218495. PMID: 37272499.
- Pubmed:Efficacy and Mechanisms of Oleuropein in Mitigating Diabetes and Diabetes Complications. Shujuan Zheng, Kunlun Huang, Tao Tong. 2021 Jun 9; DOI: 10.1021/acs.jafc.1c01404. PMID: 34042426.
- PMC:Effetti dell’oleuropeina e dell’idrossitirosolo sui mediatori infiammatori: conseguenze sull’infiammazione. Fanny Pojero, Anna Aiello, Francesco Gervasi, Calogero Caruso, Mattia Emanuela Ligotti, Anna Calabrò, Antonio Procopio, Giuseppina Candore, Giulia Accardi, Mario Allegra. 26 dicembre 2022; doi: 10.3390/ijms24010380. PMCID: PMC9820525 PMID: 36613822.
- PMC:“Oleuropein, a component of extra virgin olive oil, lowers postprandial glycaemia in healthy subjects“, Carnevale, R., Silvestri, R., Loffredo, L., Novo, M., Cammisotto, V., Castellani, V. e Violi, F. (2018). British journal of clinical pharmacology.
- “Oleuropein-enriched chocolate by extra virgin olive oil blunts hyperglycaemia in diabetic patients: Results from a one-time 2-hour post-prandial cross over study“, Del Ben, M., Nocella, C., Loffredo, L., Bartimoccia, S., Cammisotto, V., Mancinella, M. e Violi, F. (2020). Clinical Nutrition, 39(7), 2187-2191.
- Oral administration of oleuropein and olive leaf extract has cardioprotective effects in rodents: A systematic review. DOI: 10.1016/j.repc.2021.05.011
- Science Direct: Evaluation of hypocholesterolemic effect of oleuropein in cholesterol-fed rats. https://doi.org/10.1016/j.cbi.2016.03.026
- Pubmed: Hypolipidimic and antioxidant activities of oleuropein and its hydrolysis derivative-rich extracts from Chemlali olive leaves. Hedya Jemai, Mohamed Bouaziz, Ines Fki, Abdelfattah El Feki, Sami Sayadi. 2008 Nov 25; doi: 10.1016/j.cbi.2008.08.014. PMID: 18823963
- Reasearch Gate: The effects of olive leaf extract on cardiovascular risk factors in the general adult population: a systematic review and meta-analysis of randomized controlled trials. October 2022Diabetology & Metabolic Syndrome 1. DOI:10.1186/s13098-022-00920-y
- Pubmed: Efficacy of olive leaf extracts in controlling blood pressure in hypertensive patients: a double-blind randomized clinical trial. 2025 Nov 1; DOI: 10.1097/HJH.0000000000004141. PMID: 40990594.
FOCUS ALGA SPIRULINA BLU
L’alga Spirulina è un microrganismo fotosintetico appartenente al gruppo delle cosiddette alghe azzurre o verde-azzurre, che dal punto di vista tassonomico rientrano tra i cianobatteri. Il nome deriva dalla caratteristica forma elicoidale o spiraliforme dei suoi filamenti cellulari, mentre la colorazione blu-verde è dovuta alla presenza di pigmenti fotosintetici quali clorofilla e ficocianina. Questo organismo cresce naturalmente nelle acque alcaline di laghi tropicali e subtropicali, in particolare in alcune regioni dell’Africa e del Messico, dove viene raccolto e utilizzato da secoli per scopi alimentari e, più recentemente, nutraceutici e terapeutici. Da un punto di vista storico, era già presente ai tempi degli Aztechi; qui veniva raccolta nelle acque alcaline del Lago Texcoco, filtrata con reti e fatta essiccare in piccole torte chiamate tecuitlatl, che costituivano un cibo altamente nutriente e facilmente trasportabile. Anche le cronache dei conquistadores spagnoli descrivono questo alimento come una sorta di “pane d’acqua”, utilizzato sia nella vita quotidiana sia per sostenere guerrieri, corridori e popolazioni urbane della capitale azteca Tenochtitlán. Invece da un punto di vista antropologico e simbolico, la spirulina rappresenta l’archetipo del “nutrimento primordiale”, poiché organismi simili hanno avuto un ruolo fondamentale nell’ossigenazione dell’atmosfera terrestre miliardi di anni fa. Per questo viene spesso associata simbolicamente al cibo del sole e della vita, capace di trasformare luce e acqua in energia biologica. Nella cultura contemporanea dei superfood questa dimensione simbolica si è rafforzata: la spirulina è percepita come una forma di energia naturale concentrata, legata agli archetipi di vitalità, resistenza e connessione con le origini evolutive della vita sulla Terra. A livello biologico la Spirulina è considerata un alimento ad alta densità nutrizionale, contenente una vasta gamma di nutrienti essenziali, tra cui proteine ad elevato valore biologico, aminoacidi essenziali, minerali (ferro, calcio, magnesio, potassio, selenio), vitamine (gruppo B, vitamina A, vitamina C e vitamina E) e acidi grassi essenziali. Il contenuto proteico della Spirulina è particolarmente elevato e può essere paragonabile a quello di alimenti ricchi di proteine come la carne e la soia. Tra le molecole bioattive presenti nella Spirulina riveste un ruolo centrale la ficocianina C, una proteina pigmentata responsabile della tipica colorazione blu dell’alga. Questo pigmento contiene la ficocianobilina B, che contribuisce alle sue proprietà biologiche. Oltre ad essere utilizzata come colorante alimentare naturale di colore blu intenso, la ficocianina C presenta una elevata biodisponibilità e diversi potenziali effetti biologici, tra cui riduzione dei processi infiammatori, diminuzione dello stress ossidativo, attività modulatoria del sistema immunitario ed effetti neuroprotettivi. La Spirulina contiene inoltre numerosi antiossidanti non enzimatici, tra cui acido ascorbico (vitamina C), glutatione, tocoferoli (vitamina E), flavonoidi, alcaloidi e carotenoidi. Queste sostanze possiedono un potenziale terapeutico nella prevenzione o nel rallentamento di numerose patologie associate all’eccessiva produzione di radicali liberi, in particolare quelle legate ai processi di invecchiamento. Numerosi studi hanno attribuito alla spirulina diverse proprietà biologiche, tra cui quelle citate antiossidanti, antinfiammatorie e immunomodulanti. La Spirulina è stata studiata anche come supporto nel trattamento di alcune forme allergiche, dove potrebbe contribuire a ridurre l’intensità dei sintomi. La Spirulina inoltre apporta un contributo alla salute dei capelli e delle unghie, grazie alla presenza di nutrienti essenziali per il follicolo pilifero.
Questa alga, come accennato, è contraddistinta dalla presenza di ficocianine, pigmenti proteici appartenenti alla famiglia delle ficobiliproteine, responsabili della tipica colorazione blu-verde e coinvolti nei processi di fotosintesi. Tali composti sono stati oggetto di crescente interesse scientifico per le loro proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e immunomodulanti. La presenza di queste molecole bioattive, associata all’elevata concentrazione di proteine, vitamine e micronutrienti, contribuisce a spiegare il crescente utilizzo di questa microalga nell’ambito della nutrizione funzionale e della nutraceutica. Le ficocianine sono un gruppo di proteine cromofore coinvolte nei processi di fotosintesi di alcuni organismi fotosintetici procarioti, in particolare i cianobatteri. Questi pigmenti sono responsabili della tipica colorazione blu-verde osservata in numerose microalghe e cianobatteri, tra cui appunto Arthrospira platensis (spirulina) e Aphanizomenon flos-aquae (alga Klamath). Il principale cromoforo associato alla ficocianina è la ficocianobilina, una molecola strutturalmente simile alla bilirubina. La struttura della ficocianina è generalmente organizzata in subunità proteiche α e β che si assemblano in complessi oligomerici; nello specifico queste subunità si assemblano formando eterodimeri αβ, che rappresentano l’unità strutturale fondamentale. Tre eterodimeri αβ si organizzano successivamente in trimetri (αβ)₃, mentre due trimetri possono associarsi formando complessi esamerici (αβ)₆, stabilizzati da specifiche proteine di collegamento. Tali complessi formano strutture più grandi denominate ficobilisomi, localizzate sulla superficie delle membrane tilacoidali dei cianobatteri. Dal punto di vista strutturale, il ficobilisoma è composto da un nucleo centrale contenente alloficocianina, bracci periferici costituiti principalmente da ficocianina e talvolta da ficoeritrina e proteine di collegamento che stabilizzano la struttura. I ficobilisomi svolgono il ruolo di ricaptatori fotosintetici, catturando l’energia luminosa e trasferendola ai centri di reazione della fotosintesi. La funzione principale delle ficocianine consiste appunto nell’assorbimento della luce in specifiche lunghezze d’onda dello spettro visibile, in particolare nella regione arancione-rossa (circa 620 nm). L’energia luminosa viene trasferita secondo una cascata energetica che procede dai pigmenti che assorbono lunghezze d’onda più corte verso quelli che assorbono lunghezze d’onda più lunghe, fino a raggiungere la clorofilla nei fotosistemi. Questa capacità di ampliare lo spettro di luce utilizzabile rappresenta un vantaggio adattativo importante per i cianobatteri che vivono in ambienti acquatici, dove la disponibilità di determinate lunghezze d’onda può essere limitata. Le ficocianine sono proteine relativamente sensibili a fattori ambientali quali pH, temperatura, esposizione alla luce e ossigeno; tuttavia, quando stabilizzate in matrici biologiche come quelle delle microalghe essiccate o degli estratti purificati, possono mantenere una buona stabilità funzionale. Negli ultimi decenni le ficocianine sono state oggetto di crescente interesse scientifico per le loro proprietà biologiche e potenziali applicazioni nutraceutiche e farmacologiche. Dal punto di vista nutrizionale, la ficocianina presenta un’elevata biodisponibilità, il che contribuisce al suo interesse nel campo della nutraceutica e degli integratori alimentari. Diversi studi hanno evidenziato che queste molecole possiedono:
– attività antiossidante, grazie alla capacità di neutralizzare specie reattive dell’ossigeno (ROS);
– proprietà antinfiammatorie, associate alla modulazione di mediatori infiammatori;
– effetti immunomodulanti, con possibile stimolazione di alcune componenti del sistema immunitario.
L’attività anti-ossidante e anti-infiammatoria della ficocianina è stata oggetto di studio da numerosi centri di ricerca. In uno studio pubblicato sulla rivista Inflammation Research i risultati dimostrano che tale molecola è in grado di neutralizzare diverse specie radicaliche e anche di ridurre la perossidazione lipidica, evidenziando un potenziale effetto antinfiammatorio e antiossidante. [1] Nello specifico questo prodotto naturale è stato in grado di neutralizzare i radicali alcossilici e idrossilici, con un effetto inibitorio osservato sulla perossidazione lipidica microsomiale; questo è dovuto alla capacità della C-ficocianina di legare i metalli, poiché gli antiossidanti “chain-breaking” introducono spesso un periodo di latenza nel processo di perossidazione (che corrisponde al tempo necessario per il consumo dell’antiossidante), mentre gli antiossidanti leganti i metalli producono un’inibizione costante durante tutta la reazione. Tuttavia è possibile che la ficocianina possa influenzare gli enzimi coinvolti nella produzione di ROS da parte dei fagociti attivati, come NADPH ossidasi e mieloperossidasi, oppure interferendo con la via dell’acido arachidonico. Inoltre è stata osservata la capacità della C-ficocianina di inibire il danno al desossiribosio in modo sito-specifico (in assenza di EDTA). Nel test del desossiribosio, la costante di velocità di secondo ordine calcolata per la ficocianina è risultata simile a quella ottenuta, con lo stesso metodo, per alcuni farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) come indometacina e ibuprofene (1,8 × 10¹⁰ M⁻¹ s⁻¹). Un’altro studio, condotto direttamente sulla Spirulina, dimostra che la ficocianina è uno dei principali composti bioattivi di questa, con un’elevata capacità di scavenging dei radicali liberi. I risultati suggeriscono che il composto potrebbe avere applicazioni nella prevenzione di patologie associate allo stress ossidativo e potrebbe essere utilizzata come trattamento alternativo come agente antitumorale e antinfiammatorio. [2] Sempre per quanto riguarda l’attività anti-infiammatoria e anti-ossidante del composto in questione, in uno studio sperimentale su su cellule intestinali (linea Caco-2), l’estratto di Spirulina e il suo composto attivo ficocianobilina hanno mostrato ottima attività in tal senso, migliorando la vitalità cellulare e proteggendo la barriera intestinale da stress ossidativo e infiammazione. [3] I risultati hanno mostrato che l’estratto acquoso di Spirulina non ha effetti citotossici sulle cellule Caco-2, ma, al contrario, migliora la vitalità cellulare e mostra azioni antinfiammatorie e antiossidanti. Ha inoltre protetto le cellule dallo stress del reticolo endoplasmatico e ha preservato le proteine delle giunzioni strette (tight junctions), migliorando così la barriera epiteliale. Lo studio inoltre ha rivelato una forte affinità di legame della ficocianobilina con la SOD umana e con la NADPH ossidasi, e una buona affinità di legame anche verso COX-2 e iNOS. Sempre in una review del 2022, vengono affermati i principali meccanismi molecolari attraverso cui la ficocianina esercita un’azione antinfiammatoria, evidenziando la sua capacità di inibire mediatori infiammatori e stress ossidativo, processi implicati in numerose patologie croniche infiammatorie che colpiscono polmoni, fegato, sistema cardiovascolare e cerebrovascolare. [4] Le principali vie di segnalazione coinvolte nell’azione antinfiammatoria della ficocianina sono principalmente le vie TLR e NF-κB. In particolare, TLR2 regola la secrezione di citochine pro-infiammatorie tramite le vie p38-NF-κB e ERK-AP-1. Studi condotti su modelli murini hanno mostrato che la ficocianina attenua l’infiammazione indotta da bleomicina nei topi wild-type, mentre non produce effetti significativi nei topi TLR2-/-, confermando il ruolo cruciale di TLR2 nella sua azione antinfiammatoria. Il pretrattamento con ficocianina è in grado di bloccare la via TLR2/NF-κB, riducendo i livelli di IL-6 e TNF-α. Analogamente, la ficocianina riduce l’espressione dei mediatori infiammatori anche tramite l’inibizione della via TLR4/NF-κB. Oltre alle vie TLR, la ficocianina inibisce la via NF-κB in diversi contesti patologici; nei modelli di fibrosi polmonare riduce l’infiammazione tramite la via TGF-β/NF-κB, nella protezione dalle ulcere gastriche il pretrattamento con ficocianina diminuisce l’espressione di HMGB1, dei marcatori ossidativi e delle citochine IL-1β e TNF-α, modulando la via NLRP3/NF-κB. Una variante contenente selenio della ficocianina (Se-PC) è risultata capace di inibire la traslocazione nucleare di NF-κB, ridurre la trascrizione di citochine pro-infiammatorie e diminuire l’attivazione dei macrofagi, migliorando l’infiammazione intestinale. Un’altra via significativa è quella Keap1-Nrf2-ARE, fondamentale per la regolazione dello stato ossidativo e infiammatorio. Nrf2, fattore di trascrizione sensibile allo stress redox, controlla l’espressione di enzimi antiossidanti intracellulari. In condizioni di stress ossidativo, Nrf2 viene attivato, trasloca nel nucleo attraverso la via Keap1-Nrf2-ARE e induce geni antiossidanti come NADPH, NQO1 e GSH-Px, proteggendo cellule e tessuti dal danno ossidativo. La ficocianina è in grado di attivare Nrf2 in diversi modelli. In alcuni di questi è capace di ridurre per esempio il danno epatico indotto da raggi X e di stimolare la sintesi di HO-1 tramite la via PKC-Nrf2; è capace anche di prevenire l’apoptosi UV-indotta nelle cellule cutanee e di proteggere le cellule pancreatiche dall’apoptosi indotta da metilgliossale. Studi su modelli animali hanno evidenziato che una dieta arricchita con Spirulina aumenta l’espressione di Nrf2 e HO-1 nella retina dei topi, riduce i livelli di ROS e protegge la retina dal danno da luce; analogamente, in modelli di neuroinfiammazione nei ratti neonati, Spirulina aumenta l’espressione di Nrf2 nella corteccia cerebrale e riduce l’infiammazione. La ficocianina modula anche l’apoptosi cellulare, riducendo l’espressione di caspasi-3 e aumentando quella di Bcl-2, contribuendo all’attenuazione dell’infiammazione polmonare indotta da LPS. Effetti simili sono stati osservati nella protezione dalle lesioni UVB, dove la ficocianina riduce l’espressione di p53 e Bax e inibisce l’attivazione di caspasi-3, limitando la morte cellulare associata all’infiammazione. Il metabolita della ficocianobilina (PCB), la ficocianorubina (PCR), come prima accennato, possiede una struttura simile alla bilirubina. La bilirubina è nota per inibire il legame tra Keap1 e Nrf2 attraverso l’addizione elettrofila dei gruppi propionato, permettendo la traslocazione nucleare di Nrf2 e la successiva espressione di HO-1. Pertanto, si ipotizza che anche PCR possa modulare la via Keap1–Nrf2–HO-1, esercitando attività antinfiammatoria e antiossidante. Quando ficocianina viene assunta per via orale, le proteine vengono digerite in amminoacidi e piccoli peptidi; tuttavia, la PCB rimane legata al peptide tramite legame tioetere e quindi non viene degradata. Studi su modelli murini di fibrosi polmonare e steatosi epatica alcolica hanno mostrato che la ficocianina può modulare il microbiota intestinale, ridurre l’infiammazione polmonare ed epatica e regolare l’asse intestino-polmone e intestino-fegato. I piccoli peptidi legati alla PCB vengono assorbiti nel sangue attraverso l’intestino tenue; la PCB può mimare i prodotti della via catabolica dell’eme, proteggendo dall’aterosclerosi, riducendo il reclutamento di cellule immunitarie e attenuando i sintomi della malattia. Nel fegato, la PCB viene metabolizzata dall’enzima biliverdina reduttasi (BVR) a ficocianorubina (PCR), secreta nel dotto biliare, dove esercita effetti antinfiammatori locali, inibendo lo sviluppo della colite. Successivamente, la PCR viene riassorbita e trasportata ai polmoni, modulando l’infiammazione polmonare e riducendo il rischio di fibrosi e danno polmonare. L’enzima HO-1, coinvolto nel metabolismo dell’eme, converte l’eme in biliverdina, che viene ridotta a bilirubina dalla biliverdina reduttasi, contribuendo all’equilibrio redox. La bilirubina riesce ad indurre l’espressione di HO-1 tramite la via Keap1-Nrf2; analogamente, la PCR, grazie alla sua struttura tetrapirrolica simile alla bilirubina, potrebbe attivare HO-1 e ridurre l’infiammazione tissutale. In modelli di infiammazione indotta da LPS, l’attivazione di CD14 stimola TGF-β1 e ROS, e PCR può attivare TLR2 e TLR4, incrementando NF-κB e la produzione di mediatori infiammatori quali NO, IL-6 e TNF-α. La presenza intracellulare
di PCR induce la sintesi di HO-1, con effetti multipli: riduzione dei ROS, inibizione diretta della via NF-κB, aumento di IL-10 e polarizzazione dei macrofagi verso fenotipo M2, con conseguente riduzione dell’attivazione infiammatoria. Le ficocianine non si limitano ad espletare solamente proprietà antiossidanti e antinfiammatorie: diversi studi indicano che possiedono capacità immunomodulanti, ossia capacità di regolare positivamente le risposte del sistema immunitario. Le ficocianine aumentano l’attività citotossica delle cellule NK, un tipo di linfociti essenziale nella difesa contro virus e cellule tumorali tramite un incremento della produzione di perforine e granzimi, consentendo alle NK di eliminare cellule infette o anomale. Questo porta a una maggiore capacità dell’organismo di reagire a infezioni virali o trasformazioni cellulari precancerose. [6] In un altro studio, sono stati valutati gli effetti della C-ficocianina su citotossicità e proliferazione cellulare a concentrazioni di 1, 10, 100 e 250 μg/mL. La citoscopia a flusso ha confermato che la C-ficocianina aumenta la proliferazione cellulare e riduce la necrosi del 50%, senza mostrare tossicità. L’analisi di molecular docking ha inoltre rivelato che la C-ficocianina interagisce con nuove proteine chiave correlate al cancro coinvolte nella via dell’apoptosi, tra cui CASPASE3, COX-2, JAK3, NF-κB e STAT3. [5]
Le ficocianine stimolano inoltre la produzione di interferone γ (IFN-γ) e altre citochine chiave, essenziali per l’attivazione di macrofagi, per la modulazione della risposta immunitaria adattativa e il coordinamento della difesa antivirale. [7] Il meccanismo di azione prevede l’attivazione di vie di segnalazione intracellulari (STAT, NF‑κB) e il miglioramento della comunicazione tra cellule immunitarie. Inoltre è stato riscontrato che possono aumentare la produzione di IgA, anticorpi fondamentali per la difesa delle mucose (intestinali, respiratorie e genito-urinarie). Studi in modelli animali trattati con ficocianina per 6 settimane hanno infatti mostrato un aumento significativo della secrezione di IgA antigene-specifici e totali nelle placche di Peyer, nei linfonodi mesenterici e nella mucosa intestinale, nonché nelle cellule della milza. I livelli di anticorpi IgG1 e IgE antigene-specifici nel siero sono stati soppressi dall’ingestione di ficocianina per 8 settimane. Tuttavia, l’infiammazione dell’intestino tenue, è stata ridotta dalla ficocianina dopo 6 settimane, prima della soppressione della produzione di anticorpi IgG1 e IgE antigene-specifici di 2 settimane. [8] In un altro studio la somministrazione di ficocianine ha portato a un aumento marcato delle immunoglobuline IgA sia specifiche dell’antigene che totali in tessuti mucosali e nel siero nei topi; parallelamente, si osservava una riduzione di IgE. [9] Per quanto riguarda la sicurezza d’uso delle ficocianine, numerosi studi preclinici su animali dimostrano che queste non presentano tossicità acuta significativa, anche a dosi relativamente elevate. Un esempio classico è lo studio di Thomas et al. (2017) sulla tossicità acuta e subacuta su topi da somministrazione di estratti di ficocianine. Il risultato non ha riportato nessuna mortalità o effetti tossici osservati a dosi fino a 5 000 mg/kg di peso corporeo. [10] Nella maggior parte degli studi clinici e nutrizionali, le dosi di estratti di spirulina (contenenti ficocianine) variano da 1 g a 8 g al giorno in soggetti adulti, senza segnalazioni di effetti avversi gravi. Gli effetti secondari, quando presenti, sono generalmente lievi e transitori, tra cui disturbi gastrointestinali lievi, nausea, flatulenza oppure malessere generale. Concludendo, le ficocianine hanno un profilo di sicurezza molto favorevole in contesti nutrizionali e integrativi, non mostrano tossicità sistemica acuta a dosi comunemente utilizzate e mostrano effetti farmacologici benefici su sistemi biologici rilevanti.
Fonti
[1] Antioxidant and anti-inflammatory properties of C-phycocyanin from blue-green algae.
C. Romay, J. Armesto, D. Remirez, R. Gonzalez, N. Ledon and I. Garcia. DOI:10.1007/s000110050256
[2] Antioxidant Activities of Phycocyanin: A Bioactive Compound from Spirulina platensis. Gamal A. Gabr, Salwa M. El-Sayed, Mohamed Hikal. DOI:10.9734/jpri/2020/v32i230407
[3] Protective Effects of Spirulina Against Lipid Micelles and Lipopolysaccharide-Induced Intestinal Epithelium Disruption in Caco-2 Cells: In Silico Molecular Docking Analysis of Phycocyanobilin. Fatma Arrari, Rodolfo-Matias Ortiz-Flores, Said Lhamyani, Eduardo García-Fuentes, Mohamed Amine Jabri, Hichem Sebai, Francisco J Bermúdez-Silva. DOI:10.3390/nu16234074
[4] Phycocyanin: Anti-inflammatory effect and mechanism. Runze Liu, Song Qin, Wenjun Li. https://doi.org/10.1016/j.biopha.2022.113362
[5] Immune boosting by pharmaceutical C-phycocyanin, in vitro and in silico effects on peripheral blood mononuclear cells. DOI:10.22034/HBB.2025.08. Saeide Hoseini, Ali Moghadam, Abbasali Palizban, Fahime Hoseini, Mohammad Sadegh Taghizadeh, Ali Choopani, Farzane Hoseini.
[6] Grover, P., et al. (2020). C‑Phycocyanin: In Vivo Immunomodulatory and Antioxidant Effects. PubMed Central (PMC). https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7938138/
[7] Akao, Y., et al. (2009). Enhancement of antitumor Natural Killer cell activation by orally administered Spirulina extract in mice. Cancer Science, 100(11), 2105–2112. https://doi.org/10.1111/j.1349-7006.2009.01188.
[8] Phycocyanin Enhances Secretary IgA Antibody Response and Suppresses Allergic IgE Antibody Response in Mice Immunized with Antigen-Entrapped Biodegradable Microparticles. Chinami NEMOTO-KAWAMURA, Tomohiro HIRAHASHI, Takayuki NAGAI, Haruki YAMADA, Toshimitsu KATOH, Osamu HAYASHI. https://doi.org/10.3177/jnsv.50.129
[9] Hirahashi, T., Matsumoto, M., Hazeki, K., Saeki, Y., Ui, M., & Seya, T. (2002). Activation of the human innate immune system by Spirulina: augmentation of interferon production and NK cytotoxicity by oral administration of hot water extract of Spirulina platensis. International Immunopharmacology, 2(4), 423–434.
[10] Thomas, L. N., et al. (2017). Toxicological evaluation of phycocyanin. Journal of Food Safety and Toxicology, 5(2), 101–110.





